Francesco Pasqual Rosy Di Leo – Ciò che resta sono gli occhi – poesie – Editrice Totem

esiste un fato esuberante e benevolo
che, alle volte, ci offre una notte
di luna e occhi che restano per sempre…
esiste una luce che deriva anche
dalla comprensione del buio,
come il raggiungimento di un senso mai dato.

Quando nella scacchiera della vita
ritroverai quella notte in vaghe ore malinconiche,
allora saranno queste poesie ad accompagnarti
e tu sentirai un trionfo e un dolore
fin dentro l’anima dell’anima che,
desidera ancora una parola o un verso
che riveli la sua e la tua Libertà.

ISBN 978-88-31388-00-9

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In copertina: Simone Nevolo, La bellezza velata,
china su cartoncino, 2020.
Tutti i disegni del libro sono di Simone Nevolo.
Ottimizzazione redazionale di Rosy Di Leo.

Francesco Pasqual Rosy Di Leo

Ciò che resta sono gli occhi
poesie

N. 76 COLLANA CANTI
Editrice Totem

Prefazione

La prima cosa che abbiamo notato in questa raccolta scritta a quattro mani è l’unitarietà delle intenzioni dei due Autori che dà vita ad un contrappunto armonioso e narrativamente equi-librato.
Infatti, alla splendida dichiarazione d’amore di pag. 25, dove Rosy Di Leo raggiunge un linguag-gio metaforico di rara efficacia, Francesco Pa-squal risponde a pag. 36 tratteggiando un ar-chetipo femminile tanto desiderabile e pur così misterioso.
L’Autrice ha trovato una versificazione che le permette, con sicurezza, intelligenza e piena originalità, di affrontare la realtà intorno a sé laddove fa convivere l’esistenza mentale delle ossessioni con la messinscena allegorica di un rapporto intimo in uno scenario psichico in cui le passioni ambiscono ad inquinare ogni angolo della soggettività.
Quindi, alta poesia.

Nell’Autore, la forte carica emozionale da cui scaturiscono i versi serve a potenziarne l’espressione specie laddove procede piuttosto per accumulo affannoso, a volte metafisico, con poche interpunzioni forti, e sovente sfocia a fine poesia in diciture il cui tono ha il sapore della sentenza ineluttabile. Pag. 55.

Il sole non penetrerà gli abissi,
perché l’accadere dei raggi
annunciano l’inizio di una nuova vita
tra il colore dell’aria.
Ti porterò dove il luogo
non avrà destinazione.
Questo bel libro, dunque, rivela tutte le nostre contraddizioni, coperte da una serie di sovra-strutture narrative che raccontiamo a noi stessi e a chi ci circonda per rassicurarci, per non av-vertire l’aculeo dello smarrimento e dell’esposizione alle forze irrazionali della no-stra esistenza.
Altresì, rivela il conflitto, tutto umano, che consente un sentire vivido e l’aspirazione ad una crescita continua – un dinamismo a volte doloroso ma, appunto, essenziale e vitale, da opporre con decisione a un mero sopravvivere.
Infatti, l’Autrice suggerisce a pag. 54

Basterà consegnare al mondo
la pronuncia dei nostri nomi
mentre ci chiamiamo
Amore.

Gianfranco Cotronei

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