Roberto Colle NUVOLE poesie

Roberto Colle

 NUVOLE

 poesie

 prefazione di Angela Giassi

 N. 41 COLLANA CANTI

Editrice Totem

 

ISBN  978-88-96690-22-2

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In copertina: fotografia di Arturo Poletti (2013).

Ottimizzazione redazionale di Angela Giassi

Prefazione

Nel suo stesso nascere, gravida e mutevole come le nuvole che titolano la raccolta, la poesia di Roberto Colle si distingue per l’immediatezza con cui arriva all’animo e per l’intrinseca sincerità dei versi dal timbro asciutto, capaci di affabulare, avvincere e suscitare riflessioni sul tempo, la natura, l’amore, la transitorietà dell’essere: motivi universali filtrati dalla osservazione del reale attraverso l’intelligenza del cuore oltre che della mente, discorso costante cui si accompagnano passione e fedeltà ad un proprio disagio esistenziale.

Le liriche si susseguono come pagine di un diario poetico, biograficamente segnate ma, al tempo stesso, capaci di dialogare con i sussulti più intimi di un Autore capace di dolcezza morbida e avvolgente nella sua pronuncia. Una dolcezza che rivela, da un lato, una sicurezza espressiva matura e, dall’altro, una autenticità aperta, a volte gioiosa a volte malinconica, del sentimento dell’esistere che il poeta riesce ad esprimere con sincerità lodevole.

Nei gridi, nei silenzi, nella contemplazione, nell’amore vissuto, leggiamo il dolore del poeta che riesce spesso a impennare con energia la consapevolezza di agire in un campo ostile, in un contesto esistenziale che cerca di rendere muto o inascoltabile il suono profondo della sua poesia.

L’insorgere del verso è dettato dal fluire delle sensazioni, mai condizionato da imitazioni o  suggestioni letterarie; l’adesione tra la parola e il sentire si traduce in un verseggiare sciolto, libero da stilemi formali ma musicalmente intenso, dove il ritmo corrisponde al battere di un cuore aperto e incline al coinvolgimento.

Nuvole, quindi, è silloge esemplare laddove esprime oggi qualcosa sul modo di dover porgersi, su cosa debba sentire e soffrire, ancòra, un vero poeta nella relazione tra essere e apparire. Felice travestimento del post moderno nel comporre per quadretti, in metri brevi, Roberto Colle condensa l’emozione lirica nel gioco delle liquide, echeggia un mondo d’affetti vagamente carezzato e amato laddove spesso con rimpianto si raggiungono esiti struggenti.

  A volte avere speranza

è difficile come volare

e la paura ti incatena

a terra

tagliandoti le ali.

L’attitudine intrinseca ad amplificare il vissuto e  trasfondere il vibrare dell’emozione sulla carta, è centrale nella produzione dell’Autore e si va affinando in questa sua terza raccolta, che conferma la bontà di una vocazione lirica in grado di conferire densità al significato poetico, soprattutto tracciando l’irreversibilità del dispiegarsi dell’evento e riverberando un restringimento dei confini del destino esistenziale.

 Aprire gli occhi ad un nuovo giorno

sentirsi dentro

 l’immensità del cielo

mentre l’anima

si espande verso infinito.

I battiti lenti

 del mio cuore mi accompagnano

Altrove, sono inclusi alcuni brevi frammenti, fulminei pensieri che l’Autore ha voluto catturare, per fermare la fugacità del tempo e la volatilità dell’emozione, quasi a voler aprire al lettore la parte più segreta e nascosta dell’animo, della coscienza e degli affetti.

  Non mi riconosco più

pensare che ero felice

ed ora eccomi

triste e taciturno.

 La caduta da uno stato di felicità all’assenza di emozioni e la nostalgia per il proprio sentirsi vivo e coinvolto dalla vita, ritorna poi, poeticamente trasformata, nella lirica Illusione

 Ero felice d’illudermi

e nell’illusione sognavo.

Ora non sogno più 

e quell’illusione mi manca.

L’impulso emotivo è guidato dal sentimento, sovente rivolto ad una donna, amata e desiderata, dolorosamente lasciata o teneramente ricordata.

Si abbraccia, con sapienti pennellate, intrise di quel sapore autentico che distingue il reale e l’esperienziale,  tutta la ricchezza e la complessità dell’incontro tra l’uomo e la donna. Nell’intricato universo di relazioni che si viene disegnando, l’Autore esprime la tensione conflittuale tra desiderio e vissuto, tra attesa e sofferti addii. Si compone in tal modo un pulsante tessuto emozionale, attraversato con  l’intensità di un animo aperto, che cerca il suo completamento nella pienezza della relazione amorosa.

È l’amata ad ispirare il poeta, come a ritrovare una concezione quasi stilnovistica, dove la donna  si identifica con la sua funzione primaria di indirizzare l’animo dell’uomo verso la sua nobilitazione e sublimazione, verso un amore assoluto. E questo  amore assoluto può tutto e tutto prende, colora e determina la percezione dell’insieme, prepotente e invadente si insinua nei pensieri. Parlare di lei è ascesa dello spirito, l’ispirazione che ne deriva dà valore all’esistenza.

Dal vibrante ricordo dell’incontro amoroso, carico di suggestivi dettagli, alla quiete di un pomeriggio in casa, l’Autore ci accompagna, in un intreccio di sentimenti sempre dipinto con ingenua vivezza.

L’insorgere dei sensi fa da sfondo ad una costruzione poetica fluida, elevando ad armonia la prosa, fatta di semplici evocative parole.

Ci troviamo di fronte al dono di un intero universo poetico che lascia intravedere sia la bellezza che tracima nei paesaggi interiori come la luce del sole, che la dolente tristezza di alcuni giorni. Oscillando tra la gioia per l’annuncio del nuovo giorno, un’alba che si distende piena di buoni auspici, e il melanconico vagare in una nebbia densa di dubbi, Roberto Colle percorre il territorio misterioso dell’animo dell’uomo, esplorandone le più remote pieghe.

Questa felice commistione riflette con inusitata sincerità, l’esigenza, urgente e vitale, di uno scambio senza schemi tra l’universo dell’io e quello dell’altro, che consente un immediato rispecchiamento elettivo con il lettore.

La vocazione lirica si concentra talvolta in brevi componimenti dal sapore quasi ermetico, altrove l’esposizione è ampia e articolata, e sviluppa forme dialogiche ad intensificare l’efficacia di una costante e intensa relazione tra il poeta e il mondo esterno.

E, se la tensione amorosa segna tematicamente una consistente parte della raccolta, vi troviamo anche una riflessione più composita, dove si lascia  spazio a luoghi e paesaggi intensamente attraversati e amicizie vissute e appaganti.

L’esperienza del volo, l’emozione dell’elevarsi in cielo e fondersi con esso, in una comunione panica, si esprime con la forza pregnante che solo l’esperienza diretta può suscitare.

Volare, perché mi viene dall’anima

perché è dolce e struggente come amare

perché è l’universo che mi parla

perché mi avvicina a Dio

perché sono davvero io

 L’aprirsi dello sguardo ad altri aspetti dell’umana esistenza  accresce il valore della silloge, regalando piccole tessere di un mosaico ricco di sfumature, che possiamo rimirare sotto luci diverse, per coglierne appieno la vibrante bellezza.

                                            Angela Giassi

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